Liberando la forma dalla materia

Mi sento un’anatroccola spelacchiata e ammaccata. E questo freddo malvagio non dà tregua.

Gli spilli te li ritrovi ovunque, e quando meno te lo aspetti.

Servirebbe una danza della pioggia per far piovere tempo, auto indulgenza e balsamo fortificante.

Pazientare con me stessa, ridere dell’immagine di anatroccola spelacchiata che lo specchio mi restituisce e – quando si riesce – mettere insieme una rassegnata e deresponsabilizzante alzata di spalle. Questo serve.

Ché in fondo lo so. Tutto sta a (ri) cominciare. Come per inciampo. Un giorno, in un punto qualsiasi.

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2 pensieri su “Liberando la forma dalla materia

  1. uno ne esce sempre un pò ammaccato, cambiato, svuotato. è uno stato che ti porti dentro e che rifletti fuori, puoi correre, scappare quanto ti pare ma questa cosa è sempre lì, al centro dello stomaco.
    ti rimangono 2 cose da fare o far finta di nulla oppure fare il primo passo avanti, che è il più difficile. poi il secondo un pò + semplice e così via. quando inizi a correre di nuovo senza peso chi ti ripiglia più, è la che scatta l’occhiolino 😉

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