Madre terra

Abbiamo un problema qui, maresciallo.

Il sapore del tuo nucleo, il gusto delle molecole che lo compongono, proprio quello, e nessun altro: è il mio Marte in Pesci che lo esige.

Le tue gambe chiave. Smarrita ma non per questo meno implacabile e micidiale.

La sensualità troneggiante e indifferente di un gatto che si aggira nudo tra le pareti di casa.

Flessuoso felpato goloso.

Scorrere con le dita le ossa del tuo bacino, intento neanche troppo nascosto impararle a memoria. Solchi che affondano radici nel ricordo.

La tua musica. I baci che mi commissionavi e quelli che mancavano il bersaglio.

Gatto nero che se fosse un colore sarebbe il bianco. Mentre ti celebravo, lì dentro c’era tutto, c’ero tutta. Senza parsimonia né prudenza o buonsenso.

Trabordante, e infatti è tracimato rovinosamente.

Ogni singola molecola del gusto del tuo nucleo da masticare, sminuzzare in atomi impercettibili e preziosi come granelli di sabbia, quindi deglutire.

Sottoporre all’opera vitale dello stomaco, metabolizzare incorporando il nutriente nelle proprie molecole, infine espellere il materiale di risulta. Per cui, tolta rabbia e rancore, mi attende un lungo lavoro.

Che dici, ce la faccio?

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2 pensieri su “Madre terra

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