Onda anomala

Ho rubato un nastro rosso dal corridoio finalmente smagrito, come a volermi assolvere e rabbonire, due volte caotica quindicenne a dispetto dell’anagrafe.

 

Il colore del mio pigiama è dappertutto in questi giorni, nelle forme più disparate. Si diverte a spiazzarmi in mille sconosciute tonalità. A volte vorrei non strillasse così forte, chè sembra spaccarmi i timpani. Mi seppellisco di stoffa, ma è la mia negligenza che vorrei seppellire.

 

Intanto le stagioni se ne infischiano. Implacano. Un’arancia appena sbucciata mi presenta il figlioletto del suo spicchio più gustoso. Eppure questo maledetto solstizio d’inverno sembra non arrivare mai.

 

Oggi avevo addosso il tuo odore. Fantascienza. Segnale indiscutibile di un’imminente spina di pesce in agguato.

 

Butterò giù dal balcone l’indesiderata inopportuna suggestione la notte del 31 dicembre.

 

Sei l’inconfessabile. Posso solo tacerti.

 

Passi neutri e disadorni segnalano il nuovo trend di quest’inverno.

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