Quella foto in cui Anna Magnani guardava di sbieco

Non c’è niente che io possa fare. Quella canzone di Badly Drawn Boy è sempre lì ad accusarmi, semplicemente con la sua esistenza.

Ci sono colpe che anche a scartarti la pelle di dosso una volta e poi ancora ogni volta che ricresce, non riusciresti a seminarle comunque. T’intercettano ad ogni angolo svoltato.

Credevi di aver superato la tua ombra, e invece era lei ad averti doppiato. E ritrovartela adesso spalla contro spalla e farti ciao con la manina ha un che di pietrificante.

Vedi, ti manca ritrovarti le mani impiastricciate di fango, il selvatico della pioggia impregnata di terra.

Ribellione blasfema e redenzione.

Innocente sfrontatezza e sortilegio da spezzare.

‘Questa è la tua faccia’, dice
‘Questo è il tuo petto’, dice
‘Visto?
Non sono meglio di uno specchio?’

L’inganno è scoperchiato. Saltato. E forse anche il travestimento.

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