Sottobraccio ai Frigidaire Tango

Un gennaio che ha indosso il vestito più bello di febbraio, ed i suoi orecchini preferiti. Come sentire il mio compleanno nell’aria.

 

E’ un periodo a cui non so se s’intona meglio l’imperfetto o il passato prossimo. Temo che forse il più azzeccato sia un sobrio passato remoto. Classico intramontabile che mai tradisce.

 

C’è un piacere cristallino e squillante nel ripulire gli stivali dalla terra, staccare le pietrine sotto il tacco, lucidarli e metterli a riposare. Una misteriosa consapevolezza nello sfogliare giorni come pagine di libro divorato e vissuto. Sguardo di te che approda come navicella da una galassia sconosciuta.

 

Un bicchiere per l’autarchica malinconia che ho allevato, e un altro per la demistificazione ormai spinta, che travolge con la forza di una valanga.

Margherita sfogliata di cui resta solo gambo e corolla.

 

Evviva.

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5 pensieri su “Sottobraccio ai Frigidaire Tango

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