Ragazzino, devo spezzarti la noce del capocollo?

One eye’s closed in fear, anticipation

Will it stay shut? Will it ever open?

What if?

What if?

Traccia sei. Click. Viola salta in casa e ora tamburella testa e lingua ripercorrendo per l’enne –sima volta le parole di quella canzone.

Povero pianoforte, sempre così sottostimato rispetto a qualsiasi basso.

Stumb! Come testa e lingua spiaccicate contro palo di ghisa. Il ritmo cambia bruscamente. Viola tutta è scossa da scatti puntuti. Tremore ossessivo. Quasi ipnosi.

La tv è come pesce rosso nella boccia. L’audio (è) mozzato. Le immagini parlano le parole mai lise di Peter Murphy. Tra quelle immagini anche quella nervosa e scattante di Mattia. Roba che anche lui avrebbe apprezzato la scelta del doppiaggio.

Ficus secolare in giardino blindato. Buio, sera di maggio non meglio quantificata. Fotogrammi che bombardano la pancia di Viola, e anche più giù a dire il vero (lui, sempre quelle labbra di brace, il pomo d’Adamo sfrontato. Chissà la sua erre scartavetrata? )

Le mani pietrificate fanno piovere a terra gli orecchini appena sfilati. I pensieri le si desertificano senza appello.

Nerves like nylon, Nerves like steel

 

C’erano state volte in cui, a tradimento, erano riaffiorati dalla marea brandelli di Mattia sconnessi e spesso lancinanti. E spesso in quei momenti era stata colpita dal guizzo di scrivergli, solo per dirgli che quella certa sua epifania si era rivelata, a distanza. Mai però aveva dato seguito all’impulso, il numero di Mattia era dissolto in chissà quale oblio di bit, dopo esser morto e risorto ripetutamente.

L’aspetto di oggi di Mattia era già disseminato con molta chiarezza nei suoi passi di quella sera, profumati della luce gialla dei lampioni e dell’elettricità dei loro corpi. Qualche germoglio aveva lambito anche Viola, ma con tempi d’incubazione assai diversi. Un ultimo germoglio, il più fatale forse, l’aveva colpita proprio adesso, intenta a scegliere quanto salutarmente folle fosse salire su un aereo e sfidarsi, finalmente fino in fondo. Sfidarsi e permettere a gotici paesaggi, fluviali elettrici colori di sfidarla.

Con la consueta impertinenza Mattia l’aveva smascherata e costretta alla nudità. La scelta era già lì, bella e pronta sotto i suoi occhi. Doveva solo scartarla, prender confidenza con il libretto d’istruzioni e carpirne poco a poco il funzionamento. Ma nel frattempo Viola poteva rubarsi ancora qualche minuto, in fondo la traccia sette era meravigliosamente sintetica e definitiva

You will spit on me

You will make me spit

And when the Judas howl arise

And like the Jesus Jews you epitomize

I’ll still be here as strong as you

And I’ll walk away in spite of you

And I’ll walk away

Away

Walk away

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2 pensieri su “Ragazzino, devo spezzarti la noce del capocollo?

  1. Comunque Bela Lugosi non è affatto morto.
    Davvero.
    Una notte per una stradetta di montagna illuminata solo dalla Luna,
    bosco a destra e bosco a sinistra,
    all’altezza di una località chiamata Fossa,
    con la sua macchina ci ha inseguito bel un bel tratto.

    1. qui è un tutto un susseguirsi di ulivi e muretti a secco, a perdita d’occhio. dubito di poter avere altrettanta fortuna. qui giusto i vecchi contadini che guidano l’Ape a 5 km/h si possono incontrare 😛

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