Amavo quelle matite e non ricordavo neppure si chiamassero Staedtler

Per un attimo qualcosa mi colpì con la sua luminescenza.

Appena in tempo per sentire le guance tiepide di aprile, questione di fotogrammi, secondi.  Quanto basta per voler guardare comunque, vaccinata solo dal mio senso del paradossale.

Le fragole di marzo sono scatole sbrilluccicose golosamente kitsch. Prive di spessore  e consistenza. In questo in numerosa compagnia.

I pomeriggi chilometrici ti danno carta bianca. E mentre i bambini sono in strada a giocare, ti pare che qualcosa possa mai guadagnarsi preoccupazione?

Collo da immolare o tramutare in carnefice (?)

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Un pensiero su “Amavo quelle matite e non ricordavo neppure si chiamassero Staedtler

  1. le matite giallenere.
    Inarrivabili.
    Hanno anche il sapore migliore di tutte le altre.

    PS: i non voglio che clara hanno cravatte davvero brutte. Mi ricordano quelle di Ringo Starr. dell’utlimo periodo beatlesiano.

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