Le barzellette del cucciolone

Sotto nuvole di zucchero tutto ha un altro sapore.

Perfino il terrore. Ci credi?

 

Un dentro e un fuori da armonizzare, o almeno provarci. Azzardare un qualche equilibrio. Vale in questo caso il principio dei vasi comunicanti?

 

Dalla fortezza tutto diventa declinabile, malleabile come pongo. Tutto puoi scegliere, se vuoi. Comunque finchè ne hai le forze.

 

Su una panchina a leggere Merico, corteggiata da quell’albero con i fiori lillà di cui ancora non ho scoperto il nome.

Buona approssimazione dei desideri, di finestre.

Viaggi in macchina fino alla salsedine, rischiando finanche gli scogli.

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6 pensieri su “Le barzellette del cucciolone

  1. allora l’hai preso il merico, immagino distesa sul pratone sapiente a finire di tessere le sue immagini e le tue in un labirinto dal quale lasciare solo uno spiraglio d’uscita … il gusto terrore mi manca o fosse aveva su quella glassa invitante che fa scattare le labbra come una molla e spegne i rimpianti come si fa con una lampadina … se trovi l’equilibrio o si paventa come ospite indesiderato della sera, fammi sapere qual è il modo per scivolarci addosso, puoi usarlo magari come un’asta per disinnescare il vuoto oltre gli scogli … basta solo una buona rincorsa:)

  2. Io leggendo il post
    ho pensato subito ai fiori
    di questa pianta qua

    Ma sarà che è una delle piante del giardino dietro casa a cui sono più legato.
    Certo sempre dopo quella con i fiori viola a grappolo che fiorisce due volte l’anno, la prima proprio in questi giorni.
    Solitamente dedico un post a quella pianta. Mi sa lo faccio pure quest anno.t

  3. @ chand: prima della rincorsa vorrei focalizzare la Sua attenzione sull’immagine del post. Ne vogliamo parlare? 😉

    @ aureliano: il colore infatti è molto simile, solo che non riesco a vedere se anche quello è un albero. il viale dell’università è LASTRICATO di alberi con quei fiori.sublime arroganza
    (la pianta con i fiori a grappolo di cui parli potrebbe essere il glicine, per caso? ce n’era uno immenso nel giardino di mia nonna, alla mia personalissima voce “infanzia”, quell’istantanea troneggia)

    @ ridente: lo sento, ragazza 🙂 ti abbraccio forte

  4. la Mia attenzione aveva volutamente sorvolato quel particolare, infilzato quando non te lo aspetto in basso come un pugnale negli occhi … era meglio se mi fermavo alle barzellette del cucciolone e smetto di leggerti chè in questo periodo sei pericolosamente tendente al diabete dei sensi:)

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