Poesie urbane

Pennello i muri screpolati del grigio loro più consono.

Tante sberle, da far pulsare il viso.

Il bello delle celle sono le feritoie perché guardando attraverso, miseria e squallori tornano a essere ciò che devono. Aloni di umido su vetro.

 

Non mi apparecchio a festa, e forse questo rappresenta un problema. O forse ciascuno (si) addobba obiettivi e desideri come meglio crede. Io sui miei preferisco lavorare di sottrazione.

Ché tanto il superfluo è come le foglie più esterne del carciofo.

E tu non potresti essere emozione da poco, a dispetto di tutto il resto, intorno compreso.

 

Ma la tua facile impressionabilità è stata quasi peggio di ritrovarmi nuda all’improvviso in pubblica piazza.

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4 pensieri su “Poesie urbane

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