Tu devi fare le cose e te ne devi dimenticare (cit)

Mentre butto giù dal balcone gli ultimi rottami di ciò che sono stata, provo a fare una lista di quello che invece merita salvezza dall’apocalisse.

 

Menti esterne sufficientemente consapevoli di ciò che sono e di ciò che è la realtà intorno, quando dicono “sfancula(ti)” ,

Palpiti inattesi e a forte rischio monopolizzazione, da capitalizzare in fondo alla pancia.

e

Quella glaciale salvifica medicina che è la rassegnazione, miracolosamente pescata dal fondo della borsa quando meno c’avresti fatto affidamento.

Concedermi l’eventualità – fosse anche solo immaginata – di riscattarmi, plasmarmi nuova a partire dalle ceneri rimaste.

 

La pazienza di quando si attende il verdetto, questa ancora mi manca.

Nel frattempo una preghiera.

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2 pensieri su “Tu devi fare le cose e te ne devi dimenticare (cit)

  1. èh.
    una lista ad esempio. potrei seriamente considerare l’idea di stilarla. perché no. intanto io mi sa che mi sta facendo bene proprio vedere che dai miei racconti vengono fuori appunti, su appunti e appunti e schemi e tipo ascissa e ordinata.

    farnetico, forse.
    mi ci curo.

  2. Ferretti martellante sulle tempie, questo merita di sopravvivere all’apocalisse. Da Feltrinelli potrebbe esserci ancora Affinità-Divergenze a 5 euro e 99, dovresti adocchiare.

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