Fenomenologia dell’orecchino spaiato

Sei energia creatrice che reclama pasto, a tutte le ore; dolce salato o frutta a seconda dell’appetito del momento.

Ti prendi la mia fame e anche molto – tanto –  altro: mi lasci addosso implacabile esigenza di averti dentro essere da te colmata per essere finalmente intera.

Camminerei mari trafile di scale caldi assordanti pigrizie ataviche per rispondere alla grazia che mi hai regalato.

Spasimi e laghi di placidità nel poligono racchiuso tra le tue guance gli occhi liquidi e lo scroscio del tuo ridere, orgasmo incontenibile per ogni mia fibra.

Così intrisa di te tutto, da sgocciolare copiosa come sangue d’emorragia.

Sublime e demoniaco sono (solo) categorie dell’essere appioppate dal senziente. Invertirle sovvertirle incastrarle come le nostre gambe giunco, assortirle come macedonia di frutta.

Tutto possibile, se stacco le nespole dal tuo ombelico.

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