Nei passi di mio nonno

“A poca distanza in faccia al monastero giace una pietra fallica che punta decisa l’incrocio a Y dove si uniscono due colline. Una pietra arcaica, preteso asso nella manica delle gite a Erdene Zu. Didascalia perfetta ma non funziona più, chè il fallo dorme lì inerte, sterile agli occhi, sazio di quella collina che gli si offre annoiata dal 1200. E’ tutto; più un rigagnolo che goccia da quella vagina di erba a musicare consuetudine, e sbadigli coniugali. C’è in tutti delusione per questa didascalia sprecata, di emozioni pietrificate che suscitano giusto un’occhiata e la voglia di tornare al campo per la cena. Io resisto ancora un po’, non mi persuade tutto questo spreco di immagini, e ne sono ripagato: tempo cinque minuti e un pastore a cavallo scaraventa uno schizzo a ventaglio di pecore bianche nel tratto di terra dal fallo al rigagnolo. Contatto, belati, sudore, corse, vita … Eccolo!

Sperma di lana, generatore caldo, a ingravidare il panorama.

[…]

Ma è la curiosità che rovina le marmotte, non ce la fanno contro i cacciatori mongoli che sorvegliano pazientemente le tane a portata di tiro. Lì sotto c’è una marmotta, loro lo sanno e aspettano. Lo sa anche la marmotta, là fuori c’è un Mongolo con il fucile, lei lo sa e aspetta.

Al buio, aspetta. Il mondo fuori è in un cerchio luminoso, un mondo di erba e sole, e non c’è più rumore anzi non c’è qualcosa di bianco che si agita lì fuori? In natura tutto ciò che si muove è commestibile per qualcuno, così quel pennacchio bianco per una marmotta è irresistibile, sì, c’era un cacciatore ma non c’è più, solo quel ciuffo bianco che si muove, meglio sbrigarsi prima che arrivino le altre, solo pochi metri dal buco della tana, cosa sarà,  cosa saranno quei pochi metri? Così la marmotta curiosa esce per sapere di cosa si tratta e si tratta di un trucco, un batuffolo di feltro in cima a un bastone. C’è una mano sinistra in fondo a quel bastone, la destra è stretta sul grilletto del fucile, quando una marmotta realizza questo per lei è già tardi, da qualche parte in una tenda c’è una pentola di latte che bolle.

Vittima del suo voler sapere, nel paradiso dei martiri curiosi la marmotta troverà ottimi compagni da ogni età.”

(M.Z.)

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