La notte dei gatti neri

Parlo sottovoce. Rovescio la clessidra. Parte il conto della rabbia. Granelli di sabbia per sessanta secondi. Il tempo giusto – il resto è furto.

Il libro perde fogli come capelli e il conto dei giorni si assottiglia, eppure i pensieri restano scomodi e (co) stretti nel reggiseno.

Il cucchiaino di plastica è l’eresia del caffè.

Ognuno a inseguire i propri punti di fuga, ma ormai sembriamo quasi a nostro agio nel farlo: una cosa come un’altra da mettere nel carrello del supermercato.

Che differenza c’è tra mordere e morsicare? Stavo per chiedertelo, ma poi tu hai detto “suoniamo alle benedettine?”

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