Se il passato ti segue, tu lascia a terra una buccia di banana

Si parla di nomi buffi e riccioli problematici, e (ri) spunta Gì. Ricevo un messaggio ironico e un po’ gentile da un numero che non ho memorizzato; inizialmente penso ad uno scambio di persona, e lo scrivo anche al mittente.

Eppure quel tre finale non mi era nuovo.

Infatti si trattava di lui.

Ricordo un’estate isterica, urlata. Portiere sbattute e pali della luce – letteralmente – in faccia. Tra me e Gì sbalzi di tensione incredibili. Estremi che si trafiggono con sguardo laser. Alternavamo distruttivi incendi e fuochi potenzialmente virtuosi. Evidentemente non aveva conclusione una cosa del genere: procedere due passi indietro, sette di lato, nove indietro è logorante, oltre che estremamente improduttivo.

Gì. Due occhi verdi che erano come quando in spiaggia si giocava a scavare pozzi nella sabbia. Convincersi di aver raggiunto la profondità definitiva per poi vedere il bordo del pozzo crollare su di sé rivelando ulteriore abisso. Ti squadrava alla ricerca del punto debole, dello snodo in cui  – ne era convinto – ti saresti tradita. Segugio perennemente sulle tracce della fregatura nascosta dietro l’angolo. Cuspide Scorpione, d’altronde. Sagittario come il suo inquieto e irrequieto indagare, conoscere, annusare l’aria. Un uomo sulla soglia dei quarant’anni, tra i capelli i primi segni di grigio. Venature, quelle, che su di me hanno la potenza di un magnete (non finirò mai d’incantarmi e interrogarmi su quello che si cela dentro e dietro quel colore, con il suo essere – forse – passaggio. Che bambino era l’uomo che ora ha i capelli spruzzati di grigio, e cosa di quell’età è sopravvissuto in lui, imprigionato in una barba incolta di qualche giorno?)

Io e Gì abiteremmo comodamente la favola di Amore e Psiche. L’etichetta di coreana che porto appiccicata addosso è opera sua, della sua ossessione per il cinema asiatico. Lui mi ha creata tale, e poi se n’è stupito, stizzito.

Graffiarsi a sangue, ma in fondo volersi anche un po’ bene sapendo che trovarsi non sarà possibile. Mai.

Voler bene se e solo se siamo sicuri di vivere in galassie diverse.

Un paradosso.

Il paradosso di Gì.

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3 pensieri su “Se il passato ti segue, tu lascia a terra una buccia di banana

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