Tra Pesci e Gemelli, traffico peggio dell’ora di punta

Abbiamo diviso un soufflé pescando dallo stesso piatto. Cucchiaiate a spogliarci l’uno con  l’altra.

Poi (ci siamo) ricomposti senza colpo ferire. Siamo saltati nei nostri vestiti il tempo di una pagina voltata. Perfettamente gualciti, come se niente fosse (stato).

Ho lasciato che mi portassi con te in fondo alla panna della notte. Ci siamo storditi a furia di sazietà. L’alcool ci slacciava i bottoni, il cioccolato fuso smussava gli angoli dei sorrisi. Le guance rosse giravano il cucchiaio nel tegame sul fuoco, e mani e parole si facevano crema densa.

Cose molto sconvenienti ci scorrono sottoterra. Le senti sotto i piedi?

Pareva una cinghia di trasmissione ben oliata. Indisturbata perché silenziosa ed efficiente, a perpetuare eternamente il suo meccanismo.

Sen(n)onchè mi sono guardata allo specchio e mi sono trovata più storta della torre di Pisa. I bottoni. Allacciati a piedi uniti.

Ne è saltato uno.

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3 pensieri su “Tra Pesci e Gemelli, traffico peggio dell’ora di punta

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