Per lingua madre, il Cantico dei Cantici attraversa il Mediterraneo

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La ferita del caffè

“Cantu de tutti li canti – cuntu de tutti li cunti – vasame cu tutti li vasi de tutta la vucca toa – megghiu de lu mieru ete quandu me ‘ncarizzi” Questo è l’incipit del Cantico dei Cantici nella riscrittura che ne fa Fabio Tolledi (Il Cantico dei Cantici per lingua madre, Astragali Edizioni 2012), direttore artistico e regista di Astragali Teatro  fondato a Lecce nel 1981 e che rappresenta l’Italia all’interno dell’International Theatre Institute dell’Unesco.  Alla riscrittura in neo – salentino del Cantico segue, nel volume, la versione medievale in giudeo italiano in caratteri ebraici, e la sua traslitterazione introdotta da una nota critica di Fabrizio Lelli, docente di Lingua e letteratura ebraica.

Mistero ed erotismo sono la cifra del  Cantico dei Cantici (in ebraico scir ha – scirìm), da sempre miniera inesauribile, per la straordinaria forza evocativa delle immagini che racchiude, e per i molteplici piani…

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