Tutta un’altra musica

Ci sono parole più smagliate di calze vecchie. E’ di queste che ho la nausea. Piuttosto che ripercorrerle, mi regalo uno spazio vuoto e ancora intonso di silenzio. Non sarò la macchina di me stessa, e di conseguenza di chi a questo vorrebbe (ri) portarmi.

Il più delle volte l’oggetto non vale la mia rabbia. Così diventa cura del mio tesoro.

C’è gente che crede di vivere su una giostra. Ma mi chiedo, m’importa davvero di svelare loro che invece razzolano in una fogna? Risposta ovvia per domanda superflua.

Assaggio momenti in cui, nuda da tutto, contemplo i muri bianchi della mente. Strana sensazione, diffidente e occhiuta, ma mai davvero malvagia.

Quando ogni cosa finalmente trova il suo posto, c’è tempo per tutto.

python

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