Facile come respirare (?)

“Quando si comincia a scrivere, sorgono tutta una serie di immagini, di pensieri, di pensieri che non ci piacciono, e quella è la parte più importante. Le parti che ti imbarazzano di solito sono quelle poeticamente più interessanti, quelle più nude e crude, più impacciate, più strane ed eccentriche al tempo stesso, più rappresentative, più universali perché maggiormente individuali, particolari, specifiche, come vomitarsi il fegato, escono da situazioni specifiche, come fumare. Pensavo che in realtà fosse solo una cosa mia, ma è universale, è un archetipo, come qualunque altra cosa. Questo l’ho imparato da Kerouac, che la scrittura creativa può essere o sembrare imbarazzante. La soluzione è di scrivere cose che non pubblichi e che non mostri agli altri. Scrivere in segreto cose che non vedrà nessuno, che non ascolterà nessun altro, in modo da poter scrivere qualsiasi cosa si voglia […] Lasciar perdere l’idea di essere un profeta con onore e dignità, la gloria della poesia, e accontentarsi del fango della propria mente. Poi quello che succede è che dopo una settimana si tira fuori quello che si è scritto e gli si dà un’occhiata. Così non ci appare più imbarazzante, sembra quasi divertente. Il sangue si è asciugato in un certo senso. Bisogna proprio decidere di scrivere per se stessi, solo per se stessi, senza stronzate per far colpo sugli altri o su se stessi, solo buttare giù ciò che comunica il proprio sé”.

 

(Facile come respirare, Allen Ginsberg)

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13 pensieri su “Facile come respirare (?)

    1. grazie 🙂 in entrambi i casi,rimpiango di non avere la completa padronanza dell’inglese per essere davvero addentrata nel senso nelle sfumature anche semantiche delle parole, chè non ho mai avuto fortuna con le professoresse d’inglese, madrelingua o no.

      grazie della visita.

    1. idem. è proprio come dice Ginsberg, la scrittura creativa può essere o sembrare imbarazzante. l’anno scorso andai a Trieste con un amico. fu un viaggio densissimo di pensieri, echi, palpiti, e il più di questi li annotavo come capitavano in un quadernetto. il mio amico mi chiese se poteva leggere. risposi di no. mi sembrò quasi che mi avesse chiesto se poteva spiarmi mentre facevo l’amore

      1. Ti capisco benissimo. Io mi porto un quadernetto per ogni viaggio che faccio ed è lì che scrivo ogni cosa. Nel quotidiano uso due agende che camminano sempre con me. Per il resto c’è il blog.

      2. ecco, da lettrice divorerei volentieri una sorta di “fenomenologia” della scrittura quotidiana per frammenti. ma d’altra parte se qualcuno la scrivesse verrebbe meno quell’indispensabile, secondo me, diaframma di pudore 🙂

      3. In realtà sono poche le cose che non farei leggere a nessuno, non ne faccio esattamente una questione di pudore. Alcune sono molto personali, altre anche molto banali, ma sono mie. Si tratta di uno spazio mio che mantengo per il puro piacere di scrivere.

  1. Liberatorio!!!!!
    A me e’ capitato anche sullo scottex mentre cucinavo. Non sulla carta igienica però . Mi sembra irrispettoso . Anche se certi pensieri non sembrano proprio essere usciti dalla mia testa!
    Dettagli:)

  2. Io amo scrivere. E amo che gli altri mi leggano, non temo i loro giudizi sui contenuti, non temo i giudizi su di me. Piuttosto, quando mi è capitato di scrivere per qualche rivista, portale o concorso, ho temuto non fosse apprezzato il mio stile. Certo, un po’ crudo e particolare. Ma continuo a scrivere, sempre!

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