Quiet is the new war

Ti ho sognato, ed è bizzarro senz’altro, considerando che ho ancora le mani infreddolite dalle parole che ti ho scritto. Chi riesce a fare del distacco strategia collaudata e disinvolta ha tutto il mio stupore, io che a volte ancora mi punisco per la distanza che altri mi scavano intorno.

Non so come, sapevo che nel sogno eri tu, con occhi azzurri e viso sguarnito di barba che certo non ti appartiene. Vivevi sul mio stesso pianerottolo, nell’appartamento di fronte, e in tutto questo non vedevo niente di strano.

Perfettamente normale appariva perfino il mio audace avvicinamento a te, esuberanza passata a cui a volte mi chiedo quand’è, esattamente, che ho rinunciato.

Eri contraddittorio, e qui ancora mi chiedo come facevo a sapere che eri tu, tanto il mio inconscio s’era sbizzarrito a mascherarti.

Prendi confidenza con la casa, mi lasciavi scritto.  Ed era una casa fatta di cose solide e altre inconsuete. E colorata, tanto.

Un sogno sapor cumino, capace di conficcarsi nella mia memoria olfattiva più spietato di un paletto per il muscolo cardiaco.

 

Ma tu resta pure lì tronfio a lisciarti l’ego.

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16 pensieri su “Quiet is the new war

    1. sì, d’altra parte ci sono altri sogni che sono come quelle barzellette che sono come certe barzellette: si sbellica solo chi le racconta, e gli altri restano a guardarli senza capire e anche piuttosto agghiacciati

      1. Ci sono anche post così: chi scrive è convinto di aver partorito chissà quale opera e chi legge non capisce un tubo e resta con quella stessa faccia che dici tu.
        Vabbè, stiamo divagando.

      2. Non parlavo affatto di te! Tu scrivi davvero molto bene e i contenuti sono sicuramente più interessanti dei miei, nonostante l’afa e le zanzare…

      3. non è vero! nonostante io abbia imboccato ormai il viale della disillusione, leggerti coinvolge 🙂

        (comunque ora è accertato che è il blog che p anemico di notifiche. ora non arrivano più a me)

      1. (premetto che, descritto schematicamente come sto per fare potrà sembrare una grezzata, assicuro che nel sogno NON lo era) era un lampadario le cui luci avevano la forma di fiammiferi, e l’accostamento bianco/rosso era davvero particolare, in una cucina in cui poi c’erano comunque mobili stile rustico, che mi piacciano moltissimo

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