E la risata di Monica Vitti mi giunse provvidenziale

Mio zio è tutt’uno con l’insana passione per la discomusic anni 70 sprizzata dall’autoradio della sua macchina. Ormai è anche lei un po’ di famiglia ( non l’auto, ma l’insana passione).

Mi mancavano le tavolate con la famiglia. Il mio parentado è caloroso  e scoppiettante come un caminetto crepitante. Motivo per cui, a piccole dosi, regala scorci di allegria a cuore aperto.

Come sempre a tavola io e i cugini invochiamo la secessione dai nostri genitori. E pensare che in anni andati il passaggio dal tavolo dei bambini al loro aveva il sapore di un vero e proprio rito di transizione generazionale.

Andrea è tornato da Tolosa con un taglio di capelli degno di uno  skinhead, ma poi è vestito come un attore americano degli anni 50. Ciononostante questa volta non è lui il primo argomento nell’agenda di conversazione tra cugini. Con la consueta discrezione della paesana convinta di aver aperto la mente solo perché si è trapiantata nel profondo Nord, Cristiana crivella di domande Martina e il suo nuovo  ragazzo. Chi ha fatto il primo passo? Ma allora tu facevi il prezioso? E poi cosa è successo? (Oltre che  per la voce flautata e la risata argentina, Cristiana da sempre si distingue in famiglia per la delicatezza con cui si occupa degli affari di ogni cugino/a non appena le giunge notizia che lo/la stesso/a  ha una relazione).

Fortunatamente, l’abbronzatura color gambero cela almeno in parte l’imbarazzo che il malcapitato deve provare.

Intanto Andrea ci aveva tenute in sospeso con questa storia di corse a Bolzano  per inanellare un bidone dietro l’altro, e serenate alle tre di notte featuring ignari passanti. Ma insomma, salvo un consueto colpo di testa di Andrea, Caterina il 26 luglio ha deciso di smettere di usarlo come uno yo-yo.

E’ strano per noi concludere una cena senza dolce, caffè e amaro. Come pure che io non finisca quello che ho nel piatto e per giunta mi dimentichi di aver fame.

Tutte le persone che stimo dicono malissimo dell’ evento dell’estate salentina; come sempre sono d’accordo: ne penso da anni tutto il male possibile,  ma per la prima volta non ho nessuna fitta tra sterno e muscolo cardiaco nel realizzare la cosa.

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2 pensieri su “E la risata di Monica Vitti mi giunse provvidenziale

  1. Mi hai fatto sorridere. Io sono d’origini calabre. Solo che, la calabria, mio nonno e suoi settemila figli (fra i quali mia madre…), l’hanno portata direttamente qui a roma, non c’era bisogno di scendere. Puoi immaginare le “magnate quotidiane”, estate e inverno, pasqua e natale. Cugini invadenti compresi. 😉

  2. mio nonno invece era sardo, era qui durante la guerra, conobbe la mia nonna e se la sposò perchè gli piaceva … solo che in sardegna gli avevano combinato matrimonio con un’altra, e per evitare di essere impallinato non è potuto tornare in sardegna per un tot di anni 🙂

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