Lei è un dottore? Oggi sì

Non fatevi ingannare dal titolo del post. Non sto per parlare di uno dei trailer di Maccio Capatonda, bensì di Jarod il camaleonte (The Pretender), una serie tv statunitense che in Italia è stata trasmessa da Rai 2, da Fox e ora da Giallo.

Non sono una patita della serie, che peraltro ho iniziato ad adocchiare recentemente solo per cause di forza maggiore, peraltro nell’ordine un po’ approssimativo con cui il canale su cui va in onda ne trasmette le puntate. Perciò, non conosco l’inizio della storia, e quasi sicuramente perderò anche il finale, ma non è per questo che ho deciso di parlarne.

Visione spiluccata a parte, veniamo in breve alla vicenda.: Jarod (interpretato da Michael T. Weiss) è stato rapito da bambino dal Centro che vuole “plasmarlo” affinchè diventi un simulatore, una persona capace di identificarsi con qualsiasi persona.  Nel corso degli anni Jarod è costretto ad affrontare le prove più svariate (per cui apprende nozioni dalle più disparate discipline, tra cui medicina e psicologia), che loro chiamano “simulazioni”.

Ma quando Jarod scopre cos’è realmente il Centro, e che genere di attività porta avanti, scappa, alla ricerca della sua famiglia … e per riappropriarsi del senso di giustizia.  La sua fuga è un po’ uno scavo e un po’ il tentativo di ri-nascere confrontandosi con il mondo esterno, che il Centro gli aveva sempre negato. Jarod è costantemente inseguito da Miss Parker (figlia del direttore del Centro, costretta a catturarlo per poter lasciare l’organizzazione) e Sidney ( psicologo belga che lo ha cresciuto al Centro e che mantiene i contatti con lui), ma riesce sempre a farla franca, a volte per un soffio.

jarod_il_camaleonte

 

Puntata dopo puntata, affiorano brandelli del passato al Centro di Jarod, Sidney e Miss Parker. I fili si riannodano, o forse continuano a srotolarsi in modo frammentato?

Su tutto, spicca la figura di Jarod, un personaggio dotato d’intelligenza e astuzia notevoli, ma soprattutto percorso da un rivolo sotterraneo, di malinconia scanzonata. Una tristezza che ha sete di famiglia, di affetti da ricomporre, calore da (ri) trovare, e che spinge Jarod a mettere le sue collaudate abilità di simulatore al servizio di molte delle persone in difficoltà e/o in cerca di giustizia che incontra sul suo cammino. Jarod possiede abilità intellettive fuori dal comune, ma è “sprovvisto” di un ‘infanzia su cui fondare il suo essere ormai uomo. Per scopi “più alti” lo staff del Centro gli ha negato di assaggiare la realtà che era fuori: Jarod non conosce Elvis Priesley, non sa cosa sia Halloween, l’amore … e neppure i dolci; il più delle volte è attraverso un dialogo con dei bambini che colma queste lacune. E il sorriso che gli si stampa in faccia in questi momenti, soddisfatto come gatto che ha appena acciuffato il topo, è impagabile.

micheal-weiss-11-2005

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