Scalare novembre

Una tesi da finire in venti giorni. Voglia e forza che latitano, un po’ per perenne debito di sonno, un po’ per noia, ma soprattutto perché è come se fin dall’inizio di questo lavoro avessi avuto la netta sensazione di scrivere e scrivere, girando a vuoto. Sapere che non è così, ma che è solo (?) la mia cronica insicurezza dovrebbe farmi star meglio. In tempi andati non ci sarei riuscita, ma oggi ho deciso che devo farcela, devo vincere io su quest’ansia onnivora.

Già a nominare la parola ottimismo mi sembra un lusso fuori dalla mia portata, ma ciò non esclude che il pessimismo elettrico possa essermi ormai vestito (fin troppo) stretto. Forse è la noia, più che la negatività a intossicare gli animi e i destini. Perlomeno il mio.

E allora decido che a partire da oggi non voglio più farmi azzannare alla gola dall’angoscia del vuoto, dall’incognita di un futuro che non so dove e cosa mi porterà.

Non voglio più. Chè ora ho riagguantato l’amuleto della quotidianità.

“Hab keine Angst, ich gebe auf dich Acht”.

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8 pensieri su “Scalare novembre

  1. Da sempre credo che vivere giorno per giorno sia l’approccio migliore a tutto ciò che facciamo. Il che non significa non avere aspettative o non buttare un occhio al futuro ma semplicemente essere più positivi e guardare con fiducia dove siamo oggi.
    Per il resto, in bocca al lupo!

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