Pensieri ripidi

Il senso di svuotamento può azzannare alla gola.

Immagina il freddo che in una sera d’inverno s’insinua sotto il maglione infilzando l’ombelico.

La tristezza che non trova via per piangere punge proprio nello stesso modo.

Se mi prometti che un venerdì carico di pigrizia e cattive intenzioni ti troverò su quella panchina ad aspettarmi, forse nell’attesa sarò meno triste. O almeno combatterò il magone indagando il mistero delle tue mani, mentre ripercorro i passi del tuo umore con la tua voce come bussola.

Fammi ridere di qualche tua piccola fissazione. Intessiamo un rituale che sia solo nostro. Renditi prezioso ai miei occhi mentre alla radio c’è David Bowie, e ogni volta che ascolterò il Duca Bianco ti ricorderò in quel pomeriggio con il sole negli occhi.

Alza il sipario e indaga il retroscena. Per una volta non mi opporrò.

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7 pensieri su “Pensieri ripidi

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