Knulp

Dammi qualche indizio, gennaio, per capire se sei colpevole. Dammi qualche indizio per capire chi sarà il  colpevole del mio riscatto e quale il prezzo che dovrò pagare.

Vorrei regalargli un fiato di questo cauto e benevolo pomeriggio, ma mi chiedo troppo spesso chi sono, per godermi l’incosciente egoismo che sarebbe salutare e necessario.

In città hanno aperto una libreria che sembra casa, come conferma l’ottima tisana che si può bere. Vorrei portartici, e poi fare l’amore in quella stanza dalle mattonelle turchesi. Cosa vuoi per cena? Non ho voglia di crivellarmi il cervello. Avvolgimi con la tua voce, prestami le fossette come cuscino. Non sarebbe male farmi squartare dalle tue mani.

Mentre mi chiedo dove mi porterà questa folata di calendario, sogno Trieste e le sue osmize. Portami via quando le angosce minacciano di corrodermi, spogliami con autorevolezza. Non chiediamoci che ore sono, per una volta. Non chiediamoci da quante lune ci conosciamo, stavolta. Freghiamo la vecchiaia, le lacrime, la parola scusa e le ipoteche sull’indicativo futuro, almeno oggi.

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7 pensieri su “Knulp

  1. e sicuramente quella libreria senza te non sarebbe casa, quando ti volti indietro credendo che lui ti stia osservando.
    invece lui ti osserva veramente, finalmente ce l’hai fatta a portarlo, ecco perché sorridi e hai messo il cappotto rosso 🙂

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