“Quanti capelli che hai, non si riesce a contare sposta la bottiglia e lasciami guardare se di tanti capelli, ci si può fidare”. Chissà dove sei, e se ricordi che me l’hai cantata, quella notte di maggio.

Una donna non sa mai cosa veramente aspetta, fino a quando quel sentimento di attesa sparisce.

Perché l’amore non te lo puoi immaginare, arriva prima nelle mani e poi ti rendi conto che era proprio quello che stavi aspettando, e lo capisci solo quando è lì con te.

Di colpo ti senti donna, e non ti fa paura nessuna gonna, e nessun venerdì pomeriggio.

Il mondo diventa la giostra che gira nell’euforia di una notte, e non c’è nessun biglietto che devi comprare, e nessuna fila che devi fare.

La giostra ce l’hai nel cuore, ci sei sopra, fra le stelle e il cielo.

La tua mano è una donna che accarezza un uomo.

E il tuo essere donna, rende quel ragazzo un uomo.

Nulla sarà mai perfetto, ma proprio questo guida la bocca e il bacio sposa le labbra di un amore che finalmente ha il coraggio di rischiare di perdersi.

Strappare dal cielo i sogni ha la violenza di un proiettile che va dritto al cuore, con la dolcezza che morire non è la fine di tutto.

L’amore è un sentimento troppo grande per qualsiasi essere umano e arriva sempre inatteso, nessuno te lo insegna  eppure è proprio in quel mistero che il volto dell’anima si riconosce  e mai ci si è sentiti più sinceri.

Trovare specchio di sé in un mistero, questo sì che è devastante.

Lui ti bacia con gli occhi chiusi, ma ti vede, lo senti da come ti prende con le mani.

La bocca varca porte che non esistevano prima.

Il desiderio accende stelle spente da sempre e il collo si piega all’indietro, oltre l’impossibile.

Aggrappata alle sue braccia ti lasci cadere dentro un vuoto che toglie al fiato ogni normale respiro.

Fino a non capire più chi inghiotte chi, quale bocca sta baciando e quale ricevendo.

Qualsiasi ordine è sconvolto.

Eccoli i proiettili  che devastano il controllo.

La felicità piove dal cielo.

L’amore cava dalla carne le bestie e le lascia libere sotto un temporale.

E’ una guerra dolce di due mostri che cercano d’incastrarsi il cuore e l’anima e il cervello.

L’umano si strappa e i corpi perdono ogni geografia.

Non si capisce se sia un abbraccio o una lotta.

E’ una guerra l’amore.

(Filippo Timi)

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3 pensieri su ““Quanti capelli che hai, non si riesce a contare sposta la bottiglia e lasciami guardare se di tanti capelli, ci si può fidare”. Chissà dove sei, e se ricordi che me l’hai cantata, quella notte di maggio.

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