Impressioni di febbraio

Rimpiango i tempi in cui bastava un pacco di coriandoli per essere felice, per scorgere un sorriso sulla bocca dei giorni.

Un negozio d’abbigliamento, e uno scaffale dove giacciono, alla rinfusa, quintali di capi di vestiario in saldo; un vestito estivo a balze soffocato da decine di arroganti e chiassose minigonne invernali.

Le acetelle conquistano i prati, e le fragole il banco dei fruttivendoli, mentre i ragazzi si baciano in strada.

Dopo un inverno di solitudini sentirsi sfiancata e indolenzita come l’occhio da cui hai appena sfilato la lente a contatto. Accartocciarsi sui ricordi, tirar fuori dai cassetti le risate, le chiacchiere, le cose insegnate, i vezzi non capiti e i trascorsi discutibili. Perfino le litigate abbrustolite dalla gelosia covata da giugno.

Inviti da dimenticare per cene a cui preferirei perfino il digiuno forzoso.

Perché è così facile sovra-intepretare le parole riempiendole a dismisura come conchiglie rotte, fino a sfigurarne l’anima?

Perché è invece sempre più improbabile vedere ciò che si dice, per quello che si porta dentro?

Il rossore dissimulato è più indecifrabile del tedesco, per alcuni.

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6 pensieri su “Impressioni di febbraio

  1. Avverto un po’ di malinconia in queste impressioni di febbraio.
    Purtroppo arrivano i giorni in cui i coriandoli non bastano più e tutt’intorno lo avverto come un grande carnevale di maschere, personaggi e falsi sorrisi.
    un abbraccio 😉

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