“Occhi che non avrebbero più bisogno di guardarsi. Occhi che vorranno vedersi sempre”

Tu parlavi d’altro. Io senza nemmeno accorgermene finivo per parlare di chi ho in testa (e altrove) ormai da due anni. Il guaio è che si realizza sempre troppo tardi di essersi resi ridicoli, ma fortunatamente l’interlocutore il più delle volte è totalmente immerso nel proprio liquido amniotico da non notare alcunchè.

Davanti a te sarei nuda anche con quintali di trucco addosso. Ma perlomeno il fatto che tu non sappia che fartene di questo potere mi mette al sicuro da futuri scompensi.

La partenza si avvicina, e tutto ciò che devo portarmi dietro non ha bisogno di valigia. Fegato e sangue freddo. Perdere memoria di ciò che (non) sono stata, di ciò che è mancato e che dubito d’incontrare mai più.

Ha ragione Rino, non bisogna sperare nella vita, l’amore è un colore troppo difficile da riconoscere.

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2 pensieri su ““Occhi che non avrebbero più bisogno di guardarsi. Occhi che vorranno vedersi sempre”

  1. a volte è davvero strano preperarsi per una partenza, che poi partenza non è se non ci sei anche te.
    il fegato tienilo da conto e i frammenti di memoria lasciali in tasca, sono sempre utili.
    buona partenza.

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