E il primo bacio aveva il sapore di vin bruleè e saliva

Mangio le prime fragole della stagione in questa casa fracassona e silenziosa, da sola. Mi sono meritata questo attimo solo mio, e se ciò costa lacrime, sonni zippati, interminabili distanze da coprire con veri e propri pellegrinaggi di pazienza, sono disposta a pagare il prezzo.

Qualcosa mi ancora al sole acerbo e alle sere scamiciate. Qualcosa per cui vale la pena si trova sempre. Qualcosa, capace di disintegrare in un colpo solo muri di nebbia, nuvoloni di disfattismi e flotte di demoni tossici. Chè i demoni fertili di cambiamento e fame li tengo con me. Li tratto con cura, li sfamo e vesto dei panni migliori, cuciti apposta per loro.

Si vive per ogni nuovo inizio. Tutte le mattine, quando la brezza mi fa compagnia alla fermata, in attesa che arrivi l’autobus, sento ricominciare, paziente, il mio fiume. E so che anche i tratti in cui scorre impetuoso e irregolare non devono farmi paura.

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8 pensieri su “E il primo bacio aveva il sapore di vin bruleè e saliva

  1. Hanno un prezzo alto quegli attimi eppure hanno dentro la forza del riscatto.
    E anche le fragole hanno il sapore di un nuovo domani.
    Bello il tuo post che regala forza e carica, brava 🙂
    un abbraccione
    Affy

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