Nel vortice di una girella all’uva

Il caso ha deciso che la mia stanza fosse di fronte alla tua, e così ogni volta che passo, controllo l’angolo in alto a sinistra della tua porta, e se da quel punto preciso filtra luce, so che ci sei, e che vorrei mi piovesse in testa la sfacciataggine sufficiente a bussare. Succeda quel che deve succedere.

Sei così altro rispetto a chi ti ha preceduto, che non mi spiego come hai fatto a insinuarti nei cassetti della mia immaginazione. Eppure, hai trovato un posto tutto tuo in cui insediarti, tra le pieghe dei i miei imbarazzi e le fossette della mia curiosità.

Mi rendi nervosa. E ciarliera, il che è anche peggio. Sei il languore che punge come spillo alla bocca dello stomaco, proprio quando avevo deciso di non cedere (più) ai segnali del mio corpo.

L’odore dei pensieri che susciti è fragrante, e invitante. Se riesco a ignorarlo, smetterò di sentirmi così stupida?

 

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16 pensieri su “Nel vortice di una girella all’uva

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