L’orgoglio della pesca noce

Mi hanno portata in un posto a Piazza Bologna. E’ stata questione di secondi. Le panchine, la scalinata delle Poste, e il ricordo di quel sabato di giugno in cui alloggiavamo da uno squallido affittacamere a Tiburtina mi ha afferrato il collo. Il respiro strozzato per un attimo.

Quanto cazzo può essere forte l’odore di un’emozione che hai tentato di strangolare più volte? Eppure quella stronza ha le vite di 77 gatti.

Mi cerco la voce come mazzo di chiavi risucchiato da una borsa che sembra senza fondo. So che c’è, che deve essere lì, ma il pensiero non riesce a essere più di tanto confortante, quando hai semplicemente bisogno di sapere che puoi rifugiarti nell’unico posto in cui sarai sempre al sicuro.

Settembre è vicino, ma non tanto da ricamarlo di barocche aspettative.

E’ tempo d’innaffiare solo quello che posso toccare. Perché le uniche liste utili sono quelle a orologeria.

Pesca noce

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28 pensieri su “L’orgoglio della pesca noce

      1. spiegarmi meglio???
        hai un modo di pensare ed esprimerti molto vicino alla corrente filosofica sofista, cosa che apprezzo tantissimo, tra l’altro mi riguarda anche visto che appartengo a quella scuola. Era un complimento, mica un insulto.

        TADS

      2. l’ho capito che era un complimento 😛
        volevo semplicemente stuzzicarti, perchè l’avevi detto in un modo così sintetico e “globale” che io, da prolissa quale sono, non potevo non restarne colpita 🙂

  1. eccomi!! Diciamo che vada per la liquirizia, ma qui siamo ad un altro livello, si ben oltre alle mie disavventure quotidiane… complimenti!!!!
    Sa

  2. “Quella stronza ha le vite di 77 gatti”. Ecco, per riagganciarmi a prima, è un buon inizio perché è quasi augurarsi che muoia, quella stronza emozione. Vabbè, nel contempo le assegni le vite di 77 gatti (77×7…) con tanto di criptocitazione biblica…mi sa di un augurio poco convinto!

  3. Mi hai fatto ricordare l’opera di Proust, “Alla ricerca del tempo perduto”.
    Anche io dovrei prendere nota delle ultime due righe, appuntarmele e leggerle ogni mattina per un po’!

    1. certe “scottature” della pelle (di pancia e anima) producono lo stesso effetto di un risucchio, non ci avevo mai pensato. certi incontri non si possono spiegare con il poetico magnetismo della calamita. sono “semplicemente” rudi e tirannici proprio come il getto d’acqua che si tuffa nel buco del lavandino portandosi dietro tutto ciò che trova sul suo cammino. e infischiandosene delle conseguenza.

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