Gli errori belli

Per godersi la vita bisogna azzeccare i tempi. Come un nuovo colore di capelli. Chè non sempre quella sfumatura di blu elettrico desiderata (e mai osata) attecchisce tanto bene quanto al tuo umore.

Per godersi la vita, credo, bisogna fermarsi un attimo prima. Prima che la sua sinfonia di paradossi inafferrabili e irrinunciabili diventi frastuono infernale di stoviglie.

Il Chianti più buono della vita mia l’ho bevuto in una delle serate più acriliche mai indossate. Non lo sapevo che una risata in ritardo potesse diventare respingenza.

Con le parole ci lavoro, eppure sono fermamente convinta che possono essere il più potente veicolo di diffusione e trasmissione del virus della menzogna.

Come s(u)ono legnosa questa notte, ma al netto di tutto, il sugo del discorso è che, dopo tutto questo sbagliare (e andare), sfogliando strato dopo strato di frastuono, mi sento.

E comincio a ballare.

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2 pensieri su “Gli errori belli

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