E sotto le unghia, lo sguardo di Emidio Clementi

Dopo mesi in questa città che mi resta, nonostante tutto, straniera, per la prima volta mi sono chiesta: “che ci faccio qui?”.

Non sento di appartenere a questi luoghi, eppure ne riconosco l’anima randagia, il cinismo che ne alimenta l’anima stralunata. Siamo della stessa sostanza, in un certo senso. Sarà per questo che ci respingiamo.

Eppure, per vedermi davvero, per imparare la forma del viso e il colore degli occhi, ho dovuto iniziare a scegliere, con metodo e pazienza, la strada più scomoda. E a ogni bivio, confermare questo impulso incosciente.

Anche ora che è più difficile, dopo che dicembre mi ha azzerato i punti cardinali, e costretta a inventare un nuovo modo di orientarmi tra i giorni.

Il castoro che mi rosicchia le sicurezze è tornato, e stavolta sembra avere denti lunghi il doppio. Chiamo in soccorso la lingua tagliente di Emidio Clementi. La forza delle sue parole accusa la mia paura di vita, e la sfida a venire allo scoperto. I lampi delle sue pupille e della sua lingua tornano a farmi visita ogni volta che potrei (vorrei?) impantanarmi.

Anche stasera, dopo aver perso l’ennesimo anello, l’unico a cui ero da sempre fedele.

Qual è, stavolta, la tegola che mi aspetta?

Annunci

4 pensieri su “E sotto le unghia, lo sguardo di Emidio Clementi

  1. Nessuna tegola. Lo dico a te, come me lo ripeto ogni giorno: non abbassare la guardia. E’ dura, ma poi ci si prende l’abitudine, e per certi versi si sta meglio… Un saluto ragazza! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...