Il segreto del sax

Stanotte sei venuto a trovarmi, e ti sei fatto annunciare dal cielo rosso della sera. Ho ripensato allo zucchero filato color fragola quando ti sfidai a portarmi alle giostre. Neppure un aroma così stomachevole riusciva a silenziare il tuo sapore.

Stanotte sei arrivato, e per una volta non avevo addosso i miei alibi. Solo le lenzuola a coprire la pelle. Strano scoprirmi geisha, ma come ogni gioco sai che non può durare.

Il sortilegio delle tue labbra, invece, non mi dà scampo da parecchie lune ormai. Da quel giorno in biblioteca. Ostinato continuavi a spiegare che quel film di Ken Loach ti serviva a tutti i costi, ma ad un certo punto mi sono ritrovata in una specie di acquario. Come in un film muto, imbambolata dalla tua bocca, le orecchie erano entrate in sciopero. Quella stessa bocca che mi risulterebbe intollerabile su un altro uomo.

Così difficile accettare di essere divorata, che ho distrutto ogni bussola e spezzato tutti gli aghi, per fingermi innocente contro ogni ragionevole dubbio.

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