Max Collini approverebbe, forse

Vigilia di una partenza che immaginavo diversa. In realtà non me la immaginavo proprio, il che è esattamente quello che mi frega. Dare per scontato qualcosa è come strafogarsi di cioccolata. Prima o poi il mal di denti arriva a stroncarti, e per quanto ti sforzi, non puoi dire a te stessa “non me l’aspettavo”.
Sono giorni che il mio coinquilino mi chiede quand’è che vado a Londra. Per dire quanto sono benvoluta in casa.
Quando il fratellino della mia coinquilina viene a stare da noi, la porta traspira risate che sembrano quelle delle schermaglie pre-sesso. Io sarò anche un brutta persona, ma a volte non ci si accorge di quanto vicino ci vive l’assurdo. Tanto che a volte è il nostro compagno di letto.
Quando arriva la sera e già alle dieci non ho più nulla da fare, mi agito, perché penso che dovrebbe essere un brutto segnale. Anche oggi va così, ma le voci e le parole della musica che amo confermano i miei sospetti. Posso essere ciò che sento anche quando il freddo spacca le labbra, taglia la pelle e piega le ginocchia. La contraddizione è solo nelle mie nevrosi.

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