Mandami una carezza da Tel Aviv

Vorrei avere qualcosa a cui affezionarmi. Un gesto, un’idea, la tua mano che tormenta i ricci cercando il bandolo della matassa.
Quando ti ho conosciuto ero così affezionata alle mie nevrosi da non accorgermi che eri a petto nudo. A volte però il grottesco delle cose è come una scialuppa di salvataggio.
Tra le ciglia t’è rimasta impigliata l’impronta del bambino che eri. Non l’ho conosciuto, ma forse so con quale sguardo osservava il mondo. Giurerei che è lo stesso che oggi riservi alle persone con cui parli. Quello di chi si riserva sempre almeno un attimo di stupore.

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6 pensieri su “Mandami una carezza da Tel Aviv

  1. Ho visto la canzone e ho messo “mi piace” senza leggere il post. Poi l’ho letto, e avrei voluto mettere “mi piace” di nuovo …ma l’avevo già fatto. Detto ciò, sto “mi piace” vale doppio vero? 🙂

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