L’angolo di luna gentilmente offerto dal mio balcone

Ognuno ha una (o più) ossessioni che coltiva tipo hobby della domenica. Tutte hanno un volto, reale o metaforico. La mia ha un paio di occhi verdi. Quelli del commesso del supermercato in cui vado a fare la spesa.

Il suo naso potrebbe averlo disegnato Picasso, mentre è difficile stabilire di chi sia il merito della fossetta del mento.

I suoi occhi, però, sono un dilemma degno della Sfinge. Hanno un retrogusto di tristezza. Ma è la nota principale che mi sfugge , ed è la stessa che mi costringe a fissarlo tutte le volte che lo incontro.

A volte immaginiamo retroscena misteriosi e avvincenti per qualcosa che, forse, non è molto altro oltre un palcoscenico. Fantasticare fondali cangianti e pieni di vita credo sia un modo per coltivare un barlume di fiducia nel genere umano.

Non so neanche quale sia il suo nome. Se si è accorto che lo guardo, probabilmente pensa che io non sia del tutto a posto. Non posso dire di essere attratta da lui, ma se i suoi occhi mantengono le promesse, certe convinzioni potrebbero vacillare.

Intanto, mi godo le briciole di stupore che il caso sparge qua e là.

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9 pensieri su “L’angolo di luna gentilmente offerto dal mio balcone

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