… arrivò il vento e scardinò tutte le porte

Il fallimento ha il sapore ferroso della ferita che pulsa. Polemico e sfacciato come una puntura di spillo. Quanto sarebbe meglio poter mettere tutto a tacere con ettolitri di acqua ossigenata. E invece pare che i rospi ingoiati siano i maestri più efficaci e risoluti.

Non so dire se il sale brucia perché poggia sulla carne viva o perché piove direttamente sugli zigomi e fin dentro gli occhi.

La pressione è entrata in sciopero. Quella arteriosa e quella della volontà. La tentazione di gettarmi tra le braccia di un autismo indotto cresce di ora in ora. Fame ormai impossibile da tenere al guinzaglio.

Non c’è niente di personale se il mondo continua a mancare gli appuntamenti che mi dà. Continuo a ripetermelo. Magari finisco per crederci davvero.

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