Dharma’s Cake

Parlare con Lorenzo mi dà una strana serenità, eppure a volte mi urta incredibilmente il sistema nervoso.
È sempre la stessa storia. La quiete mi manca, ma respirarla per più di un quarto d’ora continuativamente mi soffoca.

Cerco la costanza in un fondo di caffè, ma quel sapore bruciacchiato dovrebbe pur dirmi qualcosa.

Non m’importa dove sei o con chi. Un esile filo non pretende monogamia, e “guardando” le cose da qui, il fatto che un’altra affondi i denti nella tua carne, smette quasi di essere ago. Oggi, somiglia (quasi) a una comunicazione di servizio tra coinquilini. Come ricordare a Lorenzo che questa settimana le pulizie toccano a lui.

Selva di capelli ricci in cui affondare. Barba liquirizia da cui farsi divorare. Una lingua rasoio che tagliuzza la pelle fino a farla sgocciolare desiderio. Nessuna cicatrizzazione in vista.

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