Novembre è un ombrello bucato

In prigione senza reato da espiare.

Monca, senza  una completezza da rimpiangere, ma tutt’al più da immaginare, con un rivolo di rabbia violacea a imperlarmi la fronte. Chè lo sforzo di opporsi allo sfacelo che investe le cose è massimo, anche se avaro di risultati.

Rincorsa perenne, ma di che? Di un affanno ormai talmente veloce da precedere perfino l’ansia?

Resto così. Una marziana poco propensa al dialogo.

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