Senza chiedermi dove sarò tra un anno

Non ho grande simpatia per le feste obbligate. Il clima natalizio mi mette l’ansia, e quando penso all’interminabile tavolata che mi aspetta con i parenti, scapperei a gambe levate.

Eppure, due parole sull’anno appena trascorso sono forse inevitabili. Un’insicura ha bisogno di fare il punto con un minimo di onestà, per non buttare al cesso il bambino con l’acqua sporca.

Ho cercato di cancellare con un colpo di spugna un passato pesante, intruglio imbevibile di scelte fatte e subite. Così, talvolta ho ecceduto in ottimismo, mentre la mia incostanza continuava a scrutarmi impassibile. Chè il nodo da sciogliere era dentro e non fuori; questa consapevolezza è la valigia con cui mi presento al check in per il 2017.

Ho azzardato passi più lunghi della gamba, ma poi sono riuscita a tornare con i piedi per terra; lussazioni ed ecchimosi non hanno fermato il mio cammino, anche se a volte non è stato facile accettare la battuta d’arresto.

Per i prossimi 12 mesi mi auguro nuovi errori, la sensazione di foglio bianco a ogni nuovo inizio, e il ritorno della fame da desideri.

A chi passa da qui, auguro giorni talmente pieni e brucianti, da polverizzare senza scrupoli residui i quintali di calorie che ingurgiteremo fino al 6 gennaio.

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3 pensieri su “Senza chiedermi dove sarò tra un anno

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