L’insonnia è il sicario che hai assoldato tu stessa

Ho annusato la tua distanza già mentre la apparecchiavi.

Avrei potuto disegnarne i contorni con il pensiero, quando ancora era “solo” malinconia in potenza. Una crudele premonizione, forse. Come la nausea che ciclicamente viene a farmi visita quando è tempo di buttare i vecchi vestiti, comodi ma consunti, per azzardarne di nuovi.

Insieme a te si dissolverà anche la me che stavo partorendo?

I frutti della primavera si preparavano ancor prima della tua apparizione di meteora. Eppure ho paura che, quando mi alzerò domattina, le mie mani saranno vuote. Mi angoscia pensare che la delusione possa inaridirle.

Condividermi con te ha scatenato pienezza, appagamento e fame allo stesso tempo. A chi donare tutto questo, oggi? Se la risposta fosse “nessuno”, avrei ancora pazienza e voglia di coltivarmi?

Non chiederti. Fai. Rivolgo a me stessa questa preghiera laica. Non posso nient’altro, stanotte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...