Ciò che odio, in qualche modo mi riguarda

Il caldo sfuoca l’ironia, saccheggia la pazienza e lusinga le ossessioni.

Scarnifica energie mettendoti spalle al muro. È arrivato il momento di fronteggiare quei due colleghi ormai indigesti, specchio implacabile di ciò che detesti di te. Pigrizia cronica e acuminata insoddisfazione.

Derubata dell’entusiasmo a lungo messo a riposo, scarseggiano ulteriori fonti di approvvigionamento. Finalmente devi chiudere i rubinetti a cui si abbeveravano, senza mai dissetarsi, gli esigenti lamentosi e immobili.

Spogliarti da zavorre che credevi affetti significa ritrovare il tuo passo dopo essere rimasta troppo a lungo sintonizzata su frequenze altrui. Avevi rallentato fino quasi a fermarti. Perchè?

Adesso, assecondare il tuo ritmo sembra decisione tanto faticosa quanto incerta. Come partire da zero a studiare una lingua straniera.

Ombra, acqua e penna sono tutto ciò di cui hai bisogno per affrontare la tempesta arroventata di rimpianti e insicurezze.

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